Cessione del Quinto

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Storia della Cessione del Quinto
Il prestito tramite Cessione del Quinto di Stipendio nasce addirittura con l’Unità d’Italia (1861) per volontà del Re Vittorio Emanuele II per concedere dei privilegi ai dipendenti dello Stato. L’attuale regolamentazione del prestito Cessione del Quinto è stata introdotta con i DPR 180/1950 e 895/1950

Gli obblighi del datore di lavoro
Il Datore di Lavoro è obbligato ad accettare una richiesta di cessione del quinto da parte di un dipendente.
La sottoscrizione del contratto lo vincola a due precisi obblighi:
1.a trattenere la rata indicata nel contratto dalla busta paga del dipendente e a versarla alla Banca erogante il prestito. Questo obbligo persiste per tutta la durata del piano di ammortamento ma solo se c'è una busta paga su cui addebitare la rata. In caso di cessazione o sospensione della busta paga per qualsivoglia motivo (dimissioni, licenziamento, aspettativa ecc.) il datore di lavoro è legittimato a interrompere il pagamento della rata. Il datore di lavoro non è mai responsabile del corretto pagamento del prestito ma viene semplicemente incaricato del pagamento della rata.
2.in caso di dimissioni o licenziamento dovrà trattenere ogni somma maturata dal dipendente presso l'azienda e versare tale somma alla banca erogante. Questa la utilizzerà per estinguere totalmente o parzialmente il debito residuo. È il caso, principalmente, della liquidazione maturata, ma anche di ogni altra somma maturata al momento della comunicazione delle dimissioni/licenziamento: ultimo stipendio, tredicesima, ferie non godute ecc.
Nessun altro obbligo è previsto per il datore di lavoro.

Polizza assicurativa obbligatoria
Il D.P.R. 180/50, che disciplina l'erogazione dei prestiti contro cessione del quinto dello stipendio, prevede l'obbligatorietà della copertura assicurativa a tutela dell'intermediario finanziario che eroga il finanziamento nei casi di morte e di perdita del lavoro.
Proprio perché la legge prevede l'obbligatorietà della copertura assicurativa, nella cessione del quinto sono le assicurazioni che in definitiva stabiliscono i criteri per assumere il rischio o meno delle pratiche per tipologia di cliente. I dipendenti statali hanno più facilità nell'accedere a questo tipo di finanziamento in quanto meno "rischiosi" per le assicurazioni e istituti di credito.
Naturalmente per i pensionati c'è solo la copertura rischio vita, in Caso di Morte del cliente l'assicurazione estingue il debito residuo.

Caratteristiche del finanziamento
La particolarità di questa soluzione di finanziamento è che il rimborso avviene con trattenuta della rata direttamente in busta paga. Tale peculiarità fa sì che il rischio di insolvenza volontaria del debitore venga abbattuto fortemente, visto che, una volta dato il proprio consenso alla trattenuta in busta paga, il cedente non può più revocare il pagamento. Da ciò deriva anche che, in virtù della forma tecnica del prodotto, è previsto il coinvolgimento del datore di lavoro nell'estinzione del finanziamento quale condizione fondamentale per l'erogazione del prestito. In buona sostanza sarà il Datore di Lavoro a pagare la rata alla Banca trattenendo contestualmente l'importo dalla busta paga del proprio dipendente.

  • Importi erogati da 1.000 a 70.000 Euro   

  • A tutti i pensionati pubblici statali privati

  • A pensionati INPS INPDAP IPOST ENPALS ecc...

  • Prestito concedibile fino agli 80 anni di età

  • Su tutto il territorio nazionale

  • Rata fissa per tutta la durata del finanziamento

  • Nessuna spesa di istruttoria pratica

  • Anche a protestati o cattivi pagatori

  • Anche con altri finanziamenti in corso

  • Dilazioni di pagamento da 12 a 120 mesi

  • Possibilità di ottenere un acconto fino al 90%

  • Possibile estinguere anticipatamente altri debiti

  • Consegna dell'importo a domicilio

  • Non occorre motivare la richiesta

  • Firma singola niente fideiussioni cambiali garanti







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